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26.06.2023

Lo Speed Opening si racconta alla granfondo La Fausto Coppi

Sci alpino e ciclismo a confronto, la fatica di raggiungere il gran premio della montagna in sella alle due ruote paragonata alla fatica di gareggiare sugli sci a oltre cento chilometri orari su un ghiacciaio. A quote elevate. Matterhorn Cervino Speed Opening in una piacevole serata d’estate ha incontrato la granfondo La Fausto Coppi Officine Mattio, una delle più celebri e partecipate d’Italia.

Un altro incontro, questa volta a Cuneo, per avvicinare gli appassionati di sci e parlare dell’immenso lavoro che il comitato organizzatore porta avanti da mesi. Applausi e grande interesse nell’ascoltare l’innovativo progetto di Svizzera e Italia, svelato dal vice presidente Marco Mosso. "È tutto particolare in questo contesto" - racconta - "È l’unica gara transfrontaliera dell’intera Coppa del Mondo; partenza, arrivo, gestione del pubblico, logistica e organizzazione sono davvero particolari".

Una pista, la “Gran Becca”, che misura circa 4.000 metri, che per due terzi è su ghiacciaio e che nasconde settori di diverse tipologie. Curvoni, tratti tecnici mescolati ad altri di scorrimento, il pendio che l’11 e 12 novembre ospiterà le discese maschili e il 18 e 19 quelle femminili, è davvero vario e pronto a regalare grande spettacolo. "Servono gambe" - spiega Henri Battilani, allenatore azzurro che si è addentr
ato negli aspetti tecnici -. "È una pista sicuramente interessante, ma soprattutto inedita per tutti. Anche questa una particolarità, visto che gran parte delle gare di circuito si svolgono su pendii già molto conosciuti".

Benjamin Alliod, giovane valdostano appena promosso nel gruppo di Coppa del Mondo, è atteso al grande salto: "Sarebbe perfetto poter fare l’esordio nel massimo circuito sulle piste di casa" - dice - "io prima di tutto devo fare esperienza e continuare il mio percorso di crescita che passa anche dalle gare di Coppa Europa".

Grande attesa per la campionessa di casa, l’iridata in superG Marta Bassino, in piazza Galimberti a Cuneo anche per scattare fotografie e firmare autografi. Reduce dai primi giorni di allenamento a Les 2 Alpes, la cuneese ha raccontato: «I programmi saranno rivista e adattati, di solito dopo Soelden si volava in America per una decina di giorni con gli sci lunghi ai piedi, ora invece si resterà in Europa" - spiega -. "Se ci sarà la possibilità di allenarsi sulla Gran Becca sarà per noi atlete una bellissima opportunità. Trovare una pista su cui poter lavorare in velocità e in sicurezza non è mai facile, per noi è importantissimo avere pendii idonei. La preparazione? È iniziata, anche in bicicletta, io sono appena tornata dalla Francia dove ho svolto i primi due giorni sugli sci, incentrati molto su esercizi di addestramento".