15.09.2022

Christian Ziörjen: "E prima o poi salta sempre fuori la solita domanda sulla neve"

Gli appassionati del grande sci dovranno avere pazienza ancora per 45 giorni: tanto manca, infatti, al via del Matterhorn Cervino Speed Opening, prima gara transfrontaliera della storia della Coppa del Mondo. Dietro le quinte si lavora intensamente da mesi a questo appuntamento unico nel suo genere. Nella seguente intervista sveliamo perché, nonostante l'attuale situazione della neve, il capo del Comitato Organizzatore, Christian Ziörjen, non è in preda al panico, i motivi per i quali è così entusiasta dell'impegno della sua squadra e gli chiediamo cosa può dirci sull'atmosfera di attesa dell’evento che si respira a Zermatt e Cervinia.

Christian Ziörjen, tra un mese e mezzo Beat Feuz, Dominik Paris, Corinne Suter, Sofia Goggia & Co. affronteranno la nuova pista “Gran Becca”. Procede tutto secondo i piani?

Siamo decisamente sulla buona strada. Ovviamente ci sono ancora diversi cantieri in cui si lavora. E dobbiamo affrontare molti aspetti che per noi sono nuovi. Non lo nascondo, internamente c’è stata qualche piccola tensione, perché non tutti sono in grado di lavorare allo stesso modo sotto pressione: ma sono aspetti del tutto normali in una situazione di questo tipo. Sono piccole sfide che richiedono tempo e pazienza. Per parafrasare Pareto, finora abbiamo svolto l'80% del lavoro con il 20% dello sforzo. Ora ci troviamo di fronte al restante 20, che richiede uno sforzo dell'80 percento (ride).

Finora qual è stata la sfida più grande?

La sfida più grande è stata, è e rimane la cooperazione transnazionale. Zermatt e Cervinia sono geograficamente vicine e siamo accomunati dalla mentalità di chi vive in montagna. Tuttavia la distanza, le differenze culturali e la barriera linguistica a volte possono creare delle difficoltà. Non è possibile incontrarsi al volo per discutere alcuni dettagli, perché siamo ad almeno due ore di distanza. Anche le riunioni digitali non sono sempre semplicissime. A volte ciò può rivelarsi un po’ snervante.

Cosa, invece, funziona sorprendentemente bene?

Senza dubbio l'impegno, lo sforzo, la passione di tutti quelli che collaborano a questo progetto. Ogni membro del team lavora con un occhio al futuro e ha in mente un obiettivo preciso: le gare che si svolgeranno l'ultimo fine settimana di ottobre e a inizio novembre. Tutti sanno che devono fare la loro parte se vogliamo rispettare questa scadenza. Tutti sanno che devono dare il massimo. La pressione legata alle tempistiche da rispettare a cui siamo sottoposti, crea effettivamente un effetto positivo. Non possiamo e non dobbiamo permetterci di essere superficiali.

Come procede il lavoro di squadra?

La collaborazione è davvero ottima nonostante, o forse anche grazie, a questo mix speciale. Al momento non siamo ancora una squadra rodata, che da decenni organizza i Mondiali. Ma è anche vero che, di tanto in tanto, devo fare ricorso a un po’ di sensibilità diplomatica. Perché se, ad esempio, necessito di qualcosa da un dipendente del Comune di Cervinia o da un aiutante a Zermatt, allora non si tratta del dipendente retribuito dell'azienda che gestisco, dal quale posso pretendere qualcosa. Ci vuole molto tatto per raggiungere l'obiettivo.

A proposito di collaboratori: quante persone lavorano attualmente a questo progetto?

La squadra principale attualmente attiva è composta da 25 persona, 30 al massimo.

E, durante la Coppa del Mondo, quante persone assicureranno il successo dell’evento?

Se consideriamo tutti i volontari, calcoliamo circa 450 aiutanti. Includendo anche il team di produzione della Televisione Svizzera, si arriva approssimativamente a 550. Un numero impressionante.

C'è qualcosa che in questo momento ti sta procurando mal di testa?

(ride) Il mal di testa deriva dal fatto che molte persone si fasciano la testa con la situazione della neve. Mi si chiede costantemente quando finalmente nevicherà. Ogni giorno attendo con impazienza il bollettino meteorologico e mentirei se dicessi che non è vero che non vedo l'ora che arrivi la prima nevicata. Oggi non si potrebbe organizzare nessuna gara. Ma non c'è assolutamente bisogno di farsi prendere dal panico. Tutto procede bene. Nei prossimi giorni le temperature si abbasseranno, ma al momento il sole rimane. Lo ripeto: non c'è nessun motivo per agitarsi. Per il resto i miei pensieri vanno ai mille dettagli da considerare e alla paura di dimenticarmi qualcosa. Ma devo dire che, nonostante questo, al momento dormo ancora abbastanza bene (ride).

Com'è l'atmosfera a Zermatt e Cervinia? Si avverte già l'attesa per l’evento?

In questo momento l’attesa dell’evento si sente un po' di più a Cervinia. Ci sono già numerosi striscioni appesi nel villaggio. A Zermatt la stagione estiva è ancora in corso, motivo per cui molte persone sono ancora troppo impegnate con le incombenze quotidiane. Ma quando parlo con la gente del paese, tutto ruota attorno al Matterhorn Cervino Speed ​​Opening. Sento spesso dire "Ne siamo felici" o "State facendo tutto alla grande." E, ovviamente, a un certo punto salta nuovamente fuori la domanda sulla neve (ride).

Come procede la vendita dei biglietti?

La vendita dei biglietti è iniziata veramente molto bene. Ora si è tranquillizzata un po'. I biglietti VIP sono già esauriti e abbiamo venduto il 70 percento dei biglietti "normali" per il primo fine settimana. Per il secondo weekend la disponibilità è maggiore. Forse dipende anche dal fatto che in questo momento il tempo è molto bello e gli appassionati non pensano ancora veramente allo sci. Ma siamo tutti fiduciosi che al Matterhorn Cervino Speed ​​Opening le star del Circo Bianco si sfideranno davanti a tribune strapiene.

Perché si dovrebbe venire ad assistere alle gare ai piedi del Cervino?

Il Matterhorn Cervino Speed ​​Opening è un evento per veri appassionati dello sci. Chi ama questo sport e non vive troppo lontano, dovrebbe assolutamente venire qui. È la prima gara transfrontaliera della storia. È un concetto completamente nuovo. Dal versanto svizzero, pista e traguardo sono raggiungibili solo sci ai piedi. Quindi si tratta di un’autentica esperienza outdoor, con il traguardo che si trova a quasi 3000 metri di quota. E anche se saranno "solo" 6000 gli appassionati che potranno godersi lo spettacolo dall'arrivo, i fan dello sci svizzeri e i tifosi italiani assicureranno un’atmosfera magnifica. E, da ex esperto del settore turistico, aggiungerei: in quale altra località si può godere di un panorama come questo, con la vista che da qualsiasi punto del percorso di gara abbraccia il Cervino e gli altri 4000?

Grazie per l'intervista!